
Continuano a toglierci la nostra libertà ..
Tolleranza zero per insulti e offese online. Mentre in Italia Ricardo Franco Levi rassicura i blogger insorti nei giorni scorsi contro il disegno di legge sull’editoria (”No ai bavagli. Le nuove norme sulla registrazione riguardano solo gli operatori professionali” ha spiegato in un’intervista al Corriere.it), da Spagna e Gran Bretagna arrivano alcune sentenze destinate a far discutere, introducendo l’obbligo di risarcire chi viene offesso su blog, siti e forum. Anche per i messaggi sotto pseudonimo dei soliti troll.
El Pais parla di una serie di provvedimenti della giustizia spagnola che vanno in questa direzione. Tra cui, quello di un giudice di prima istanza di Madrid che ha condannato l’intestatario del dominio Alasbarricadas a versare 6.000 euro per alcuni commenti offensivi nei confronti del cantante dei Ramoncìn e pubblicati da autori non identificati.
L’Alta Corte britannica ha, invece, obbligato l’amministratore di un forum sportivo (www.owslstalk.co.uk) a rivelare l’identità di tre tifosi anonimi che avevano condotto una “ininterrotta campagna di diffamazione” contro i dirigenti del club Sheffield Wednesday. La tutela della reputazione personale, ha spiegato il giudice, precede il diritto all’anonimato e alla libertà di espressione. E così, nonostante la riservatezza dei dati garantita al momento dell’iscrizione, ora i tre utenti vedranno recapitarsi una consistente richiesta di risarcimento danni.
Secondo The Guardian, la sentenza della corte inglese costituisce un importante precedente giuridico: la rete si appresta a diventare un nuovo fronte infuocato per le cause di diffamazione, spiega il quotidiano sottolineando “il pericolo di continuare a credere che il paravento dell’anonimato dia carta bianca agli utenti”.
È la fine, quindi, dell’anonimato online, da sempre considerato un potente strumento di denuncia sociale (soprattutto nei paesi in cui sono negati i principali diritti civili)? No, secondo Bill Thompson, editorialista della Bbc: “Non si sta obbligando ogni sito a richiedere prove di identità, un campione del sangue e una lettera dai genitori prima di iscriversi. Semplicemente si chiede a chi scrive online di fare attenzione a non oltrepassare una certa linea”.
Fonte: http://blog.panorama.it


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